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Giulio Crosara L’equilibrio della natura nell’artificio della notte di Milano

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Per la Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, Associazione dei Musei d’arte Contemporanei Italiani,

inserita nella rassegna PHOTOFESTIVAL Milano capitale della Cultura

L’equilibrio della natura nell’artificio della notte di Milano

Mostra di Giulio Crosara

dal 9 ottobre al 24 ottobre 2015

Esplorando il volto notturno della città, mi soffermo e colto dallo stupore vedo soggetti che vivono una nuova natura.

 La notte è un momento d’intimità dove l’attenzione verso la mia ricerca viene amplificata; luci ombre e contrasti sono più definiti e l’eccesso diurno compare in un nuovo ordine.
La corsa al costruire è l’azione protagonista della scena milanese.
Criticati, enfatizzati e attesi i cantieri sono il fulcro e la scenografia degli avvenimenti attuali; tutto ruota attorno all’artificio.

Chi si rifiuta di guardare i cantieri ne subisce comunque la invasiva prepotenza, quella dei rumori, riuscendo così a farsi sentire presenti.

In continuo cambiamento il paesaggio urbano si presenta nudo nel suo processo di sviluppo.

Esplorando il volto notturno della città, mi soffermo e colto dallo stupore vedo soggetti che vivono una nuova natura.

La mia intenzione è di condividere lo stupore originale: riprodurre le vibrazioni di colore e la densità della luce percepiti nell’istante dell’acquisizione.

Durante la ricerca notturna nello studio di edifici e strutture faccio l’incontro nello stesso luogo con un’armonia immanente.

La grandezza cambia significato guardando micro-realtà.

È quello che mi è successo vedendo proprio accanto ai giganti di cemento la grandezza di una vita vegetale.

Questi singoli episodi, il ramo colmo di fiori che dondola al vento o nel momento in cui le foglie di un ramo si abbandonano alla brezza della stagione autunnale; contengono un equilibrio interno che è lo stesso dei princìpi di perfezione degli ecosistemi che rappresentano.

Proprio come la bellezza di una proporzione che è intrinseca a essa stessa.
Come nel caso della proporzione aurea.

Riconosco la diversità di valore dell’elemento artificiale da quello naturale e di come diversamente si propongono: l’artificiale predomina nella sua grandezza mentre il naturale, più nascosto, si mostra a chi ha la sensibilità per coglierlo.
La ricerca del vero pone l’attenzione verso l’aspetto silenzioso.

Come comunicare una bellezza nascosta che si rivela?

E come trasmettere un adeguato valore?

Da qui la scelta di omettere le foto naturali inserendole all’interno degli studi geometrici di Pitagora e Leonardo da Vinci svolti sulla struttura aurea offrendo al vasto pubblico questa versione.

Il risultato è una installazione dove la fotografia dialoga con la scultura per poi fondersi in singole strutture autonome.

Così le immagini si presentano all’interno di solidi pieni di un nuovo contenuto che accostati ad altri solidi vuoti riprendono gli studi del Leonardo sui solidi “pieni” e quelli “vacui”.

È il contenuto che determina la pienezza del solido che, in questo caso, diventa di natura concettuale.

Sarà a mia discrezione su appuntamento privato svelare l’interezza dell’opera.

 

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