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Marcello Mazzella Acqua siamo noi

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Water is Us

(“L’acqua siamo noi”)

Mostra interattiva di Marcello Mazzella

con contributo sonoro di

 Domenico Vicinanza

a cura di Eleonora Fiorani

dal 13 febbraio al 2 di Marzo

Water is Us (“L’acqua siamo noi”) è il titolo della nuova opera multimediale interattiva che Marcello Mazzella ha questa volta dedicato all’acqua del Naviglio della Martesana, detto anche Naviglio piccolo, ritornando, dopo il lavoro sul Lambro del 2010 e quello sul lago di Lugano nel 2011, a operare sul territorio, traendone ispirazione per opere ad esso strettamente collegate sia nella fase produttiva della raccolta dei materiali e dei riferimenti all’ecosistema sia in quella espositiva, che si tratti di un museo o di una galleria o di uno spazio pubblico.

Opere che nascono da un modo di fare arte che si pone in relazione-interazione con chi il territorio lo vive e lo abita, coinvolgendo il pubblico nell’opera stessa. E’ anche un modo, in questo caso, per rammemorare che Milano è città delle acque, anche se in buona parte interrate e negate e gravemente inquinate, a cui – a partire dagli anni Ottanta – si è cominciato a ritornare con un nuovo sguardo, riannodando la memoria con i nuovi scenari del presente-futuro.

L’acqua è, nella riflessione filosofica in Grecia, con Talete, l’arché, il principio, generatore di tutte le cose e loro sostanza: la loro “carne” direbbe Merleau Ponty. E Bachelard lo rammemora interrogando i sogni dell’acqua, la sua rêverie, e mettendo luce come l’immaginazione materiale ne rileva la sensorialità. Per sognare profondamente occorre sognare con della materia. Costruire sull’acqua acquisisce così il senso di sentire l’acqua con intensità e profondità.

E’ in quest’ottica che si muove l’opera multimediale che Marcello Mazzella ha realizzato attraverso anzitutto la ricognizione del luogo con il corpo e sensi e sguardi nel tratto che va dall’incrocio con il Lambro a Melchiorre Gioia, nella zona nord orientale di Milano, dove si trova la Galleria City Art, luogo dell’esposizione delle opere. E’ infatti solo percorrendolo con il proprio corpo che è possibile cogliere il territorio nella sua carne, nei suoi vissuti di cui fanno parte le percezioni tattili, auditive, visive. Quindi ascoltando e non solo vedendo lo scorrere delle acque nel territorio, i suoni delle strade, i voli degli uccelli, la vegetazione spontanea, il terzo paesaggio di una natura che risorge silenziosa, che ritorna ad essere un ecosistema vegetale-animale, un luogo in cui convergono diverse temporalità sospese tra il futuro e l’alba dell’umanità.

Mazzella ha filmato scorci dello scorrere tumultuoso delle acque e del loro procedere placido così da  apparire maestoso, e scorci della loro trasparenza che permette di vedere le piccole alghe e i detriti del fondo e scorci delle rive, e dello scorrere di un’altra vita nelle strade. E di tutto ciò ha fatto un’opera multimediale interattiva la cui peculiarità è di iscrivere nell’opera le tracce della nostra presenza, cosicché in essa soggetto e oggetto o mondo nascono e mutano insieme.

E dunque l’opera si eventua: si produce un evento in cui l’osservatore trasforma le coordinate percettive di questo spazio, cosicché osservatore, spazio, opera  costituiscono un insieme indivisibile. E’ un percorso empatico, che ci immerge nelle cose fuori e dentro di noi, ma è anche un percorso di godimento dell’occhio, del vedere.

Siamo di fronte con Mazzella a un mutamento del modo di pensare e fare arte e di comunicarla utilizzando le nuove tecnologie, da cui sono scaturite nuove modalità di esplorazione e costruzione degli oggetti estetici.

Eleonora Fiorani

Con il Patrocinio del Consiglio di  Zona 2 Comune di Milano

 

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