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Nadia Magnabosco e Marilde Magni accumuli, ossessioni e contaminazioni

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 Nadia Magnabosco e Marilde Magni

accumuli, ossessioni e contaminazioni

creazioni di altri mondi

a cura di Micaela Mander

Nadia Magnabosco e Marilde Magni tornano con una doppia personale in cui è possibile ritrovare temi e modi costanti nella loro produzione; altrettanto costante è sempre stato il loro riflettere sull’attualità, e ciò rende la mostra allestita negli spazi di City Art unica e nuova: se da un lato il titolo dell’esposizione è calzante con il loro modo di procedere, appunto per accumuli di materiali, per il ricorrere di ossessioni, soprattutto inteso quale continua riflessione sul ruolo femminile, e per le contaminazioni di oggetti, tecniche, materie diverse, dalla carta agli scontrini, dall’oggetto trovato e reinterpretato, dalla pittura alla scultura all’assemblaggio al libro; d’altro lato, intensa è la denuncia verso quanto sta accadendo nel mar Mediterraneo, le morti in mare, la tragedia di chi parte e non ce la fa, di chi arriva ma viene respinto, e anche di chi resta, soprattutto madri, e non ha più notizia di quei cari che il mare ha risucchiato, nell’indifferenza di troppi e nell’incapacità – o non volontà – dei governi occidentali di proporre valide soluzioni.

Allora il sottotitolo della mostra, creazioni di altri mondi, non solo allude alla capacità dell’arte di dare vita a un’opera che è un mondo nuovo, un racconto che, grazie al fare dell’artista, prima non c’era e ora c’è, ma è soprattutto un invito a creare un nuovo occidente possibile, un mondo che non respinga, ma accolga, una babele di lingue e di esperienze il cui intreccio possa generare un colorato mondo di pace.

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