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Pino LiA Cono di confine

008

CONE BORDER

di Pine Lia

site-specific installation of “Grotta delle Fate” an artificial forest

invaded by scents of natural grass

edited by Jacqueline Ceresoli

from 4 to 26 ottobre 2013

A Castagno d'Andrea survives oblivion of time "Legend of the caves of the Fairies", which takes its name from the place of the same name set in Monte Acuto, in the National Park of Casentino Forests (Florence), where Pino Lia at "Paths of Art in Falterona" realized in July

"Cone Fairy": un grande cappello in lamiera zincata con la superficie incisa di disegni ispirati alla leggenda che ha dato luogo anche ad una performance- shamanistic- ritual as

documentavano le fotografie e il video, condivisa con altri amici artisti. A Milano, in the gallery City Art, close to the Martesana, dove scorrono flussi di energia, the fairy tale continues, è stata ricreata l’atmosfera magica da Lia attraverso un’ installazione site-specific polisensoriale, hovering between reality and illusion. Lo spazio per la prima volta completamente oscurato e trasformato in un ambiente in cui il vero sembrava finito e viceversa, with a carpet of artificial grass, pumpkins, funghi rossi giganti e bianchi piccoli, Night, chestnuts, curly and hazelnuts, snails, red apples, baskets of pebbles and stones magical blue philosophers', tree trunks, dry leaves, ivy, twigs, gusci vuoti che tracciavano sentieri senza via di uscita, a sunflower and hats conical pitch black suspended here and there; these and other "signs" mapped places where maybe they were past the fairies. Nell’area si sentivano profumi muschiati autunnali, mixed by the artist for the occasion. We know that art is a matter of looks, ma per Pino Lia lo spazio è anche una sensazione olfattiva. Lo spettatore entrava virtualmente in un hortus conclusus grazie ai profumi che evocano una foresta immaginaria, abitata da fate, elves, elves and goblins, where nothing is as it seems and everything can appear and disappear at any moment. Which, between trees drawn on the wall and other symbolic elements, the reason is banned, imagination is a rule and the magic a science.

The original soundtrack created for the performance of July, riproposta nella galleria milanese, aveva la funzione di mettere in relazione due diversi “atti” della leggenda delle fate che ha ispirato Pino Lia. The artist-magician offers us the game art, an environment that is a 'altra natura resolved in a meticulous assembly of different materials, prendendo letterariamente per il naso lo spettatore, it displaces with scents. The conceptual artist, polyhedral, here explores the resources of the forms in relation to space, sviluppando trame narrative immaginarie intorno alla leggenda delle fate. In this interior space, closed within four walls, the protagonist is an outsider can: the wood is not represented, but only evoked. Inside this space post-Baroque, ready made del naturale perduto, apparently claustrophobic, l’effimero si fa costruzione in cui si materializza un middle della libertà, strutturato da materiali naturali e artificiali. Per Pino Lia pensare equivale al costruire. Think a constructive idea, che poi si realizza nel such as e when visualizzare paradossi tra realtà e finzione in cui la voluta imperfezione nella rifinitura di alcuni dettagli dell’opera trasuda di umanità: the essence of art.

Its woods at night in a room, in an enclosed space built to imagine places other, non è forse una magia? La risposta è nell’ambiguità della rappresentazione e l’arte è menzogna, artifice, invention and a forest in a gallery is madness, che è diventa una realtà perché vissuta , esperita dallo spettatore. Che cosa c’è di importante in tutto questo? That the work does not apply to itself , ma dà luogo all’effimero attraverso a suggestioni immaginarie, offering the viewer what Jacques Derrida called una profondità senza fondo, an 'illusion infinite, in cui tutto è finto e paradossalmente vero, e se viene isolato ogni singolo elemento che costituisce l’ambiente, tutto sembra sospeso nel vuoto. La gigantografia del suo “Cono di Fata” sembra affiorare dal muro, si palesa davanti allo sguardo dello spettatore che qui sperimenta an elsewhere in cui la collocazione dei differenti materiali anima gli oggetti di nuova energia .

 

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