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RiGiralArte

caruso

RiGiraLArte 2004 e 2005

Azione di Urban Art, un flash, un evento che ha la durata di un solo giorno ma che vuole segnare lo spazio urbano indelebilmente, con opere che si relazionano sinergicamente tra diversi linguaggi artistici e le multiforme espressioni della quotidianità metropolitana.

City Art trasforma Milano in un “cantiere aperto” alla creatività con installazioni create in “Site Specific”, coinvolgendo strade, parchi, piazze, architetture, artisti, cittadini, ciclisti e tutti coloro interessati a raggiungere su due ruote le tappe reali ma paradossalmente visionarie della città.

Le installazioni dislocate in luoghi simbolici della città ridisegnano concettualmente il territorio fisico e flessibile nello stesso istante in cui lo spazio pubblico diventa palcoscenico di opere che interagiscono tra l’artista e lo spettatore.

RiGiraLArte, propone percorsi alternativi per attraversare la metropoli, dal centro ai margini di una planimetria urbana, sempre più spesso caotica e disgregante. In questa avventura viene accompagnata da Ciclobby Fiab e Legambiente che vivono la città intensamente e sono in prima fila per un impegno civile e di educazione culturale ed ambientale.

 

Divertiamoci a trovare nuovi significati, corrispondenze, analogie, associazioni, valori ed emozioni della nostra città, vivendola come un circo dell’immaginazione.
Come? percorrendo Milano su due ruote per “incarnare” fisicamente il movimento, cogliendo l’anima e il vitalismo fremente che trasfigura lo spazio fisico in un campo aperto alle potenzialità comunicative ed emozionali. La città è il luogo dell’imprevedibile, in costante accelerazione che ha perduto l’unitarietà del luogo geografico, riconquistabile cercando “altri” luoghi orizzonti e confini più estesi di quelli fisici nelle evasioni che l’arte permette.
La città si nega nel momento in cui si racconta, quindi percorriamola visualizzando un nuovo spazio flessibile percepibile attraverso opere, performances, installazioni sparse qua e là lungo un percorso fisico e insieme immaginario che scopriremo strada facendo, pedalata dopo pedalata.
La città è il luogo dello scambio, delle occasioni, della comunicazione e anche delle astrazioni: è lo spazio pubblico connotato dal flusso vitale che l’arte rappresenta attraverso metafore, simboli, paradossi, provocazioni e sineddoche. A noi il gusto, il gioco, il divertimento di scombinare stereotipi e anacronistici luoghi comuni in pianeti simulati.
RIGIRALARTE trasforma Milano in un cantiere “aperto” alla creatività, coinvolgendo zone, strade, parchi, piazze, metropolitane, ferrovie, tranvie, architetture, artisti, cittadini, ciclisti per hobby, e tutti quelli interessati a raggiungere su due ruote le tappe reali e paradossalmente “improbabili”, visionarie se cristallizzate da installazioni create in sito.
Così i luoghi comuni diventano anomali se “mappati” con opere d’arte, trasformati in segnali relativi che stravolgono la percezione dello spazio pubblico, sollecitando riflessioni e curiosità sulle sue potenzialità esperienziali.
Le installazioni dislocate nei luoghi simbolici della città ridisegnano concettualmente il territorio fisico e flessibile nello stesso istante in cui lo spazio pubblico diventa palcoscenico di opere che interagiscono con l’artista e lo spettatore, trasformando l’area in un caleidoscopio di esperienze, a voi il gusto di scoprire quali.
Sappiamo che per muoversi in libertà la bicicletta è lo strumento perfetto, silenzioso, ecologico e coraggioso, che ha assunto nell’epoca web un aspetto emblematico e affascinante. Per i Futuristi la bicicletta è lo strumento e il simbolo dell’azione, dell’energia, dell’era industriale, poi con Duchamp il salto nel vuoto, la ruota posta sopra lo sgabello da cucina bianco diventa vessillo dell’arte concettuale: ready–made del movimento. Difatti è il primo oggetto di uso comune presentato come soggetto “d’arte” perché così ha deciso l’artista.
Con Rigiralarte la città si configura come una ruota ideale, cartografando mappe immaginarie.
La bicicletta è sinonimo di velocità e variabilità, di percezione spazio-temporale , è lo strumento adatto per cogliere “dal vero” flussi e metamorfosi di un organismo vitale e sociale, definito città. L’evento di Urban art a Milano, nell’epoca dell’hyperarchitettura è un segno di interrelazione tra la necessità di riqualificare la città e il sogno di prefigurare nuovi scenari metaurbani in cui finzione e realtà e sincretismo tra diverse espressioni artistiche convivono con lo sviluppo urbanistico, sociale e tecnologico sull’onda dell’evoluzione informatica.
Dunque fantastichiamo ad occhi aperti, puntando lo sguardo sulle installazioni ludiche, dadaiste e situazioniste, volutamente ironiche che alterano gli spazi fisici, forse visualizzando pensieri e forme delle città che vorremmo. (Jacqueline Ceresoli)

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