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Un segno per il clima

angelo caruso

“In marcia per il clima”

37 artisti di varie nazionalità honno creato stendardi sul tema del cambiamento ambientale. Questa iniziativa partita da LEGAMBIENTE ha coinvolto tutte le associazioni impegnate nel sociale e nelle battaglie ambientali.
Che cosa può fare un artista per sensibilizzare al problema della fame e del clima
Nulla e tanto. Nulla perché non può determinare scelte di potere che esulano purtroppo dalla sua sfera.
Molto perché la simbologia dell’immagine s’imprime nella mente e nel cuore e muove all’azione.
Ecco questo è importante. Non sottovalutiamo la portata simbolica di un gesto, a volte strano, bizzarro, inconsueto perché da un seme nasce una pianta e da questa nasce la vita. Non dimentichiamolo mai quando siamo tentati di sorridere davanti a certe immagini, magari con tenerezza, ma con scetticismo. Belle, ma a che serve?
Servono eccome, da piccole cose si muovono eventi grandiosi, come il famoso battito d’ala della farfalla dell’Amazzonia può cambiare, determinare un evento dalle proporzioni devastanti come un uragano, un ciclone.
Osservo gli stendardi, parlano di colori, di cielo, di terra e di humus, di luce e di vento. Si calcola che il 20% di energia dovrà essere prodotta da vento e sole: le energie alternative.
E se tutto il mondo fosse di plastica? Sarebbe la cosa più brutta che ci potesse capitare eppure siamo sommersi dalla plastica ma basterebbe riciclarla. Nel riciclo è il futuro del mondo tutto si può riciclare: niente più discariche né inceneritori.
E l’Amazzonia come sta il nostro polmone? Si riduce ogni giorno, presi come siamo dalla nevrosi di cambiare mobili.
La terra si spacca in Sicilia, in Africa, eppure dicono “che male c’è?”
C O2 è anidrite carbonica, di morte, di vite passate, che hanno lasciato impronte.
La fonte del male nasce dalla fame del guadagno. I soldi non hanno sete, i soldi non hanno fame ma possono dare tutta l’acqua e tutto il cibo a chi i soldi li ha. E’ una questione di distribuzione di ricchezza, più giustizia in questo mondo sembra dire l’artista che mostra esamini tracce di colore, come se la vita fosse ormai esangue, anemica. L’ironia grottesca di alcuni stendardi che con maschere antigas pianifica la sua cena, ormai fatta di niente, perché siamo al punto zero.
Siamo al punto zero. E’ da qui che si riparte. (di Mimma Pasqua)

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